FONDI 2007-13: A CHE PUNTO SIAMO?

FONDI 2007-13: A CHE PUNTO SIAMO?

Programmazione 2007-13: budget allocato per Stato Membro, percentuali di spesa dei fondi, posizione dell’Italia nella classifica europea.

FONDI 2007-13 – PUNTO DELLA SITUAZIONE

La politica regionale dell’Unione europea è una politica d’investimenti volta a garantire il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale con l’obiettivo di ridurre le disparità di sviluppo fra le regioni ed uguagliare le opportunità socio-economiche dei cittadini. Essa supporta la creazione di posti di lavoro, la competitività, la crescita economica, migliorare la qualità della vita e lo sviluppo sostenibile, nell’ambito della strategia Europa 2020. L’attuazione di tale politica è finanziata, in  modo complementare, da risorse UE,  nazionali e risorse proprie.
2007-13Il finanziamento complessivo per il periodo 2007-13 ammonta a € 347 miliardi di euro, il 35,7% del bilancio totale dell’UE dello stesso arco temporale – poco più di 49 miliardi di euro l’anno.
Tutti i programmi della politica di coesione sono cofinanziati dai singoli Paesi con una percentuale di risorse interne, portando complessivamente l’investimento a quasi  700 miliardi di €. Il primo grafico mostra gli importi che sono stati assegnati dal budget europeo per ogni Stato Membro per i Programmi concordati all’inizio del periodo di finanziamento appena trascorso .
Per il periodo 2007-13 all’Italia sono stati concessi contributi per circa 28 miliardi di euro, risultando la terza nell’UE a 28 in ordine di allocazione, dopo Polonia e Spagna. Le politiche di coesione cofinanziate da risorse comunitarie vengono programmate per cicli settennali ma tale data non coincide con l’effettivo termine dell’attuazione dei progetti del ciclo stesso. In base alla regola dell’ “n+2”, i progetti dei Fondi Strutturali potevano infatti continuare a beneficiare del contributo finanziario dei relativi Programmi per i successivi due anni, fino appunto al 2015, sovrapponendosi all’avvio dell’attuale ciclo di programmazione 2014-2020.La Commissione Europea ha elaborato i dati,  aggiornati al febbraio 2016, rate 2016circa i c.d. “tassi di assorbimento”, cioé le percentuale di spesa dei fondi 2007-13 e rendicontati finora alla Commissione dai singoli Stati Membri. Come mostra il grafico qui accanto la Grecia risulta il primo Paese per utilizzo e rendicontazione dei fondi a lei assegnati, mentre fanalino di coda la Croazia, entrata in Europa solo il 1 luglio 2013, la Romania e l’Italia. Nel 2016 il tasso medio europeo di assorbimento dei fondi registrato è 90%, che va dal 99% della Grecia al 62,9% della Croazia. L’Italia si ferma all’79,4%.

Il dato definitivo si avrà solo dopo il 31 marzo 2017, data ultima per la rendicontazione totale. Analizzando l’andamento degli ultimi 2 anni risulta che a fine 2014 l’Italia era al quintultimo posto tra i 28 come tasso di assorbimento dei fondi 2007-13, davanti solo a Rep. Ceca, Slovenia, Romania e Croazia, e terzultima nel 2015.

I regolamenti stabiliscono che sono considerate ammissibili le spese dichiarate nell’ambito di un Programma Operativo, se il relativo pagamento è stato effettuato tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2015, termine ultimo di ammissibilità della spesa rendicontabile sulla programmazione 2007-13 (prevedendo minime deroghe come nel caso degli strumenti di ingegneria finanziaria). Entro il 31 marzo 2017, invece, gli Stati membri sono tenuti a rendicontare e a presentare alla Commissione una relazione finale che illustri quanto hanno fatto, una panoramica dei fondi spesi, e una dichiarazione di chiusura che attesti la legittimità e la regolarità della spesa.
Per quanto riguarda i singoli Programmi Operativi italiani al momento il Fondo Sociale FSE è al 89,9% di rendicontazione, il FESR é al 76%, il PSR 91,82%.

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