PIANO EUROPEO PER LE LIBERE PROFESSIONI

PIANO EUROPEO PER LE LIBERE PROFESSIONI

“Piano d’azione per le libere professioni”: un nuovo orientamento per rafforzare i professionisti e valorizzare il potenziale imprenditoriale e il giro d’affari da loro creato anche attraverso accesso ai fondi europei
Varato ufficialmente il 9 aprile 2014 dalla Commissione Europea, il piano prevede la possibilità per i liberi professionisti di usufruire di un ambiente imprenditoriale piú favorevole e accedere ai fondi europei gestiti direttamente da Bruxelles su temi quali internazionalizzazione della professione, ricerca, innovazione e competitività, fondi prima riservati solo alle imprese.
Le linee d’azione, i settori individuati per sostenere le attività dei liberi professionisti sono cinque. Si tratta di: istruzione all’imprenditorialità, riduzione dell’onere amministrativo, accesso al credito, accesso ai mercati, rafforzamento della partecipazione e della rappresentanza a livello europeo.

Azioni indicate dal piano 

  1. Istruzione e formazione all’imprenditorialità: L’istruzione e la formazione all’imprenditorialità sono il punto di partenza per sviluppare ed espandere l’attività dei professionisti, migliorando la loro conoscenza e le loro capacità aziendali e organizzative. In questo ambito, saranno sviluppate partnership tra organizzazioni delle libere professioni e università, scuole e centri di formazione; scambio di buone prassi o di formazione professionale dei giovani negli studi professionali e a qualsiasi altra forma di cooperazione che possa migliorare l’approccio imprenditoriale dei liberi professionisti (a questo scopo tra le altre cose la Commissione ha previsto come azione Erasmus for Young Entrepreneurs programme);
  2. Riduzione del carico amministrativo: Semplificazione delle procedure burocratiche, come sportelli unici, rendicontazione unificata, trasmissione elettronica, controlli a campione. Le organizzazioni dei liberi professionisti possono coadiuvare l’azione della Commissione volta ad una regolamentazione intelligente e alla riduzione degli oneri amministrativi a livello europeo;
  3. Accesso al credito: Favorire l’accesso delle libere professioni ai nuovi strumenti finanziari come i programmi per la competitività e le PMI (COSME), per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI), Horizon2020, oltre ai fondi europei a gestione indiretta. Formazione finanziaria e di preparazione agli investimenti per i liberi professionisti (ad esempio alfabetizzazione finanziaria, negoziazione con creditori o investitori privati, finanziamento e valutazione dei progetti). Esplorare lo sviluppo di forme di finanziamento alternative (ad esempio il crowd-funding, la finanza strutturata, ecc.);
  4. Accesso ai mercati: Migliorare la prestazione di servizi a sostegno dei liberi professionisti, in particolare identificare e affrontare le loro necessità (ad esempio il miglioramento delle informazioni di mercato, appalti pubblici, presenza in rete, creazione di reti/partenariati/fiere). Facilitare l’accesso ai mercati di paesi terzi affinché si espandano in questi mercati, incluso lo sviluppo di partnership per l’espansione internazionale dei liberi professionisti e i “site-visite”, la visita dei luoghi dove espandersi. con il supporto diretto dei punti di contatto locali Enterprise Europe Network
  5. Rafforzamento della partecipazione e della rappresentanza a livello europeo: Creazione di un Gruppo di rappresentanza o di un Comitato delle libere professioni europee: un numero ristretto di rappresentanti parteciperanno a nome delle associazioni di liberi professionisti ai gruppi di lavoro, agli incontri e alle conferenze organizzati dalla Commissione europea. Creazione di un Forum delle libere professioni: il forum si riunirebbe una volta all’anno e radunerebbe i rappresentanti delle associazioni europee dei liberi professionisti, delle principali associazioni nazionali così come altri rappresentanze o soggetti interessati che svolgono un ruolo chiave per le libere professioni. Offrirebbe alle libere professioni l’opportunità di esprimere commenti sulle politiche e le misure della Commissione europea, segnalare le loro necessità e fare proposte. Creazione di Gruppo di lavoro su temi specifici: le associazioni delle libere professioni dovrebbero prendere in considerazione la creazione di gruppi di lavoro per impegnarsi in proposte e progetti in aree specifiche.
Tessera professionale europea (PTE)

 A partire dal 18 gennaio 2016 alcune categorie di professionisti sono liberi di muoversi nel mercato comunitario grazie alla predisposizione di una Tessera professionale europea (PTE), un riconoscimento delle qualifiche professionali così da poter esercitare la professione in un altro Paese Ue in via continuativa. La tessera professionale europea, una delle maggiori novità introdotte dalla direttiva 2013/55/UE, si prevede venga recepita entro il 18 gennaio 2016.
Le professioni per le quali sarà possibile richiedere la tessera saranno individuate dalla Commissione secondo i seguenti criteri:

  • significativa mobilità o una significativa potenziale mobilità nella professione interessata;
  • sufficiente interesse delle parti interessate;
  • la professione o l’istruzione e la formazione che portano alla professione sono regolamentate in un numero sufficiente di Stati membri

L’introduzione della tessera professionale europea riguarderá per il momento cinque professioni: infermiere, farmacista, fisioterapista, guida alpina, agente immobiliare. Gli altri professionisti dovranno ricorrere alle procedure standard per il riconoscimento delle qualifiche professionali. In futuro, la procedura potrebbe essere estesa ad altre professioni. Dettagli  sul sito http://europa.eu/youreurope/citizens/work/professional-qualifications/european-professional-card/index_it.htm

Equiparazione tra libera professione e impresa in Italia

A partire dal 2016 con l’approvazione della Legge si Stabilitá finalmente i professionisti italiani saranno equiparati alle PMI (come esercenti attività economica a prescindere dalla forma giuridica) ai fini dell’accesso dei fondi strutturali europei dei Piani operativi POR e PON del Fondo sociale europeo (FSE) e del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).

A dire il vero la normativa comunitaria in materia di “professioni”, con la Direttiva 2005/36/ce del Parlamento Europeo e del Consiglio del 7 settembre 2005, prevedeva giá il riconoscimento delle qualifiche professionali, così come modificata dalla Direttiva 2013/55/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 novembre 2013. Ciononostante i liberi professionisti italiani sono stati penalizzati dalla mancata applicazione delle normative a livello nazionale, per la presenza di una distinzione giuridica italiana di definizione tra impresa e prestazione professionale che non trova corrispondenza nella quasi totalitá della legislazione di altri Stati né nel diritto europeo. Questa impostazione ha di fatto impedito ai professionisti italiani di accedere alle risorse di provenienza europea a gestione indiretta.

Ora toccherá alle Autoritá di Gestione Nazionali ( gli organi che applicano i programmi a livello nazionale e regionale) adeguarsi alla normativa nella definizione e pubblicazione dei bandi.

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