RAPPORTO 2015 SULLE INDAGINI ANTI-FRODE DEI FONDI EUROPEI

RAPPORTO 2015 SULLE INDAGINI ANTI-FRODE DEI FONDI EUROPEI

Pubblicato da poco il rapporto 2015 dell’Ufficio Europeo Antifrode, l’Olaf, sulle attività investigative svolte nella lotta contro la frode ai danni del budget europeo.

RAPPORTO SULLE INDAGINI ANTI-FRODE DEI FONDI EUROPEI, 2015

L’OLAF è l’organismo che si occupa di indagare su tutta una serie di illeciti, tra cui l’utilizzo irregolare/fraudolente di fondi dell’UE e opera a seguito di segnalazioni inviate sia da istituzioni pubbliche che da privati. Di per sé non ha poteri di recupero, in quanto questo è compito delle Autorità di Gestione dei singoli fondi sia nazionali che europei, ma, chiuso un caso di investigazione, emana delle raccomandazioni indirizzate alle Autorità invitandole a prendere i dovuti provvedimenti per recuperare le somme frodate e adoperarsi per prevenire ulteriori frodi.
Dal report 2015 risulta che sono state emesse raccomandazioni di recupero per 888,1 mln di euro, di cui 660 mln per l’utilizzo irregolare dei fondi europei. Di seguito:

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gli importi da recuperare, raccomandati dall’OLAF negli ultimi anni

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gli importi da recuperare suddivisi per settore (in mln di euro)

Il Report evidenzia il numero di irregolarità fraudolenti e non fraudolenti rilevate nelle due principali aree di finanziamento, cioè Fondi Strutturali e Agricoltura, nel periodo 2013-2015, suddivisi per Stato Membro.

  • Dal report emerge che l’Italia, con 2.248 casi, è quinta per numero di irregolarità riscontrate, record è la Spagna con 6.857 casi, seguita da Romania con 3.696, Polonia con 3.273, e Repubblica Ceca con 2.792.
  • L’Italia è anche la seconda per numero di segnalazioni inviate all’Olaf, dopo la Romania. Un aumento di denunce non necessariamente indica un incremento dei reati, ma significativo è il dato che il 78% delle raccomandazioni fatte all’Italia si sono trasformate in rinvii a giudizio, un tasso ben più elevato della media UE (53%).

Inoltre, gli Stati Membri, gestendo l’80% dei fondi europei, sono direttamente responsabili dell’utilizzo di tali fondi e sono chiamati a indagare e perseguire casi di corruzione e frode ai danni del bilancio dell’Unione, nonché responsabili del recupero delle somme frodate.
L’importo complessivo sospeso da recuperare presso i beneficiari alla fine del 2014 era di 1.588,5 milioni di euro. Di questo importo, 239,7 mln sono stati recuperati a carico degli Stati membri. Gli importi frodati e non recuperati sono a carico del singolo Stato che non ha effettuato il recupero
In effetti, nel caso di fondi per l’agricoltura lo Stato Membro che recupera le somme irregolari vanterà un credito dal fondo, ma nel caso non riesca a recuperare entro 4 anni (6 in caso di procedimento legale contro il beneficiario), la Commissione applica la c.d. regola del 50/50, cioè gli addebita il 50% della somma. Nel caso dei Fondi Strutturali (FESR-FSE) in fase di certificazione della spesa, la Commissione decurta dalla dichiarazione di spesa da rimborsare all’Autorità di Gestione, l’importo che ha indebitamente pagato, passando loro l’onere del recupero, secondo regole amministrative e giudiziarie nazionali.

Nel 2014 l’OLAF ha ricevuto 1417 segnalazioni di possibili frodi, il numero più elevato dalla sua creazione. Nelle irregolarità riportate come fraudolenti il Fondo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale ha la quota più elevata, circa 2/3 del totale. Come nel 2013, le irregolarità nella gestione del fondo per l’Agricoltura notificate da quattro Stati Membri (Ungheria, Polonia, Romania e Italia) rappresentano circa il 71% del numero totale delle irregolarità segnalate come fraudolenti.
Irregolarità sono state rilevate e segnalate da 24 Stati membri nel periodo 2010-14 nella gestione del Fondo per la Pesca; Spagna, Polonia e Regno Unito sono i paesi che hanno riportato il maggior numero di irregolarità (fraudolente e non fraudolenti). L’Italia è lo Stato membro che ha rilevato e segnalato il maggior numero di irregolarità fraudolente.
Riguardo ai Fondi FESR il più alto numero riscontrato per il periodo 2007-13 proviene, in ordine, da: Polonia, Germania, Repubblica Ceca, Romania, Lettonia e Italia. Il tasso di rilevamento delle frodi accumulato (2008-2014) più alto è per la Repubblica Ceca, a seguire Lettonia, Polonia, Slovenia e Italia.

Interessanti sono anche i dati sugli importi recuperati:
In numeri assoluti, la Germania ha recuperato l’importo più elevato nel 2014 (62 milioni di euro su 78), seguita dal Regno Unito (53 milioni di euro su 572). Francia 21 milioni su 61, Italia nona con 5 milioni recuperati su 62 (solo il 9%).
La maggior parte delle irregolarità sono state scoperte durante controlli amministrativi a posteriori, un terzo nel corso di un’ispezione da parte dei servizi anti-frode, una minor parte durante indagini penali e in seguito a verifiche fiscali o altri controlli.
Infine, il modus operandi più ricorrente è legato alle violazioni legate alla prove documentali richieste, e, in particolare, l’uso di “dichiarazioni falsificate”, “documenti falsi” e “richieste falsificate per gli aiuti”, “Dichiarazione di prodotti, specie e/o terreni fittizi” o “quantità fuori limiti consentiti, quote o soglie” per i contributi in Agricoltura. Rilevanti anche i casi segnalati circa “le qualità del beneficiario” e “implementazione delle azioni”, “violazione delle norme contrattuali”, “illegittimità delle spese sostenute”, “etica e integrità” (in cui sono compresi anche i casi di corruzione) soprattutto per il FESR.

 

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